Dislessia: strumenti dispensativi per gli insegnanti… anche no!

E’ risaputo ormai da anni che le nuove tecnologie rientrano a pieno titolo come risorse irrinunciabili per il trattamento della dislessia. Questo è un aspetto positivo. E’ altrettanto vero che le tecnologie informatiche ed il nuovo linguaggio che le accompagna sono ormai una realtà più che mai conclamata non solo in ambito scolastico, ma anche nella vita di tutti i giorni e, mi permetto di aggiungere, anche nella vita degli insegnanti. Non mi azzardo a definire questa un’evoluzione positiva, ma sta di fatto che ci troviamo di fronte ad una realtà fortemente caratterizzata dalla presenza delle nuove tecnologie.

Alla luce di quanto osservato, va da sè che l’utilizzo e la condivisione con i propri alunni di software utilizzabile con le nuove tecnologie informatiche, come la suite PcInTasca Dislessia, devono avvenire, da parte degli insegnanti, conoscendo lo strumento che si vuole utilizzare. Il mio suggerimento è quello di evitare di scaricare la suite per consegnarla direttamente ad un vostro alunno. Non è questa la modalità per avviare all’uso degli strumenti compensativi e NON È QUESTO LO SPIRITO con cui PcInTasca Dislessia offre, in prima battuta, a docenti e famiglie la suite di programmi. Mettere a disposizione dei propri alunni con DSA la possibilità di poter svolgere le attività scolastiche con l’ausilio delle nuove tecnologie (identificate come strumenti compensativi) non vuol dire: “ECCO LA CHIAVETTA CON I PROGRAMMI PER LA DISLESSIA!!!” Sono sicuro che nessun insegnante si comporta così. Anche gli insegnanti sono curiosi e probabilmente un’occhiata al contenuto della suite viene data prima di proporla… ma forse un’occhiata è un po’ poco.

L’invito quindi, a tutti coloro che intendono usare la suite in ambito scolastico, è quello di fare un po’ di pratica “personale” con i software, prendere dimestichezza, sperimentare… “sporcarsi le mani”. Sarebbe inconcepibile che un insegnante fornisse la tavola pitagorica per fare le moltiplicazioni e l’insegnante stesso non sapesse nè le tabelline e nemmeno le moltiplicazioni. Credo che lo stesso paragone lo si possa applicare alle nuove tecnologie e, allora, ricordiamoci che per qualsiasi inconveniente tecnico legato alla suite o per indicazioni sulle funzionalità dei programmi l’insegnante è “l’ingegnere informatico” di riferimento per l’alunno… non possiamo deluderlo e nemmeno lasciarlo solo a risolvere eventuali problemi. Gli strumenti compensativi per gli alunni dislessici non sono “strumenti dispensativi” per gli insegnanti… nel senso che non “alleggeriscono” il lavoro, ma invitano ad arricchirlo.